Nasco a Sant’Elpidio a Mare, nelle Marche, il 21 giugno del 1977 e sono un fotografo.

Terminati gli studi inizio a lavorare come art director e fotografo in ambito pubblicitario ed editoriale. Co-fondatore della casa editrice Pholio e di Gallicantus, agenzia specializzata in contenuti digitali, svolgo da oltre venti anni attività di marketing e comunicazione per brand nazionali e internazionali. 

Nell’ambito della fotografia si concentra però tutta la mia poetica visiva ed è per questo motivo che continuo a fotografare e a pubblicare storie, libri possibilmente. 

Sono affascinato dai nuovi livelli di narrazione, messi a disposizione dagli strumenti e dai media digitali, e soprattutto dalle loro infinite possibilità di espressione nel campo della sperimentazione visiva.

“Le fotografie di Noris sono forti, autentiche, nello stesso tempo realistiche e visionarie. Le cose accadono davanti a lui, ma lui ne seleziona gli istanti, le luci drammatiche con grande coerenza formale e di evocazione. Io non credo che le fotografie possano essere sine tempore, ma in questo lavoro riconosciamo l’eco profonda che queste rappresentazioni provocano nella coscienza del fotografo, la sincerità con la quale vi scopre i segni di un’identità culturale che in effetti travalica il tempo in cui la rappresentazione avviene, rivelano amore e fede nell’autenticità con cui sono vissute.”

Con questa nota introduttiva Ferdinando Scianna, uno dei fotografi italiani più conosciuti in ambito internazionale, apre la mia pubblicazione Sine temporeA timeless travel into the middle ages, reportage dedicato alle rievocazioni medioevali in Italia. 

Pubblicazioni

«Guardare non è solo un atto percettivo: si intreccia con il vissuto, la storia e la memoria dell’uomo dando luogo ad una esperienza complessa, dove non esistono regole e dove vedere significa essere costantemente sorpresi da qualcosa».

Il fascino della meravigliosa acqua di mare senza rinunciare ad immense distese di verde.

E’ importante rendere omaggio ad una fusione di paesaggi unici, a scenari incantevoli dei quali il territorio fermano può avere la fortuna di vantarsi in ogni stagione dell’anno alle attrattive balneari della riviera si mescola l’attività rurale delle campagne, contornata dagli eventi organizzati nei piccoli centri.

Io non credo che le fotografie possano essere “sine tempore”, ma in questo lavoro riconosciamo l’eco profonda che queste rappresentazioni provocano nella coscienza del fotografo, la sincerità con la quale vi scopre i segni di un’identità culturale che in effetti travalica il tempo in cui la rappresentazione avviene, rivelano amore e fede nell’autenticità con cui sono vissute.

— Ferdinando Scianna

Un progetto fotografico – promosso dall’Associazione Club L’Altraitalia di Montegranaro — raccontato da cinque fotografi (Noris Cocci, Gianfranco Mancini, Emanuele Zoppo Martellini, Marco Matteucci, Dante Pangrazi) che, a tre anni dal sisma che ha distrutto la città de L’Aquila, diventa un libro a sostegno di Tenda Amica, un’associazione di cittadini che abitano al Progetto Case di Bazzano. Povera Patria è il titolo di una canzone di Franco Battiato; consiglio, per chi non la conoscesse, di ascoltarla e poi rivedere le foto di questo lavoro collettivo.

Il progetto legato alla pubblicazione del libro fotografico “Sono io” – sviluppato tra l’ottobre 2013 ed il maggio 2014 da 4 fotografi ed un giornalista insieme agli utenti ed agli operatori del Centro Socio Educativo Riabilitativo “La Serra” di Sant’Elpidio a Mare – ha previsto numerose attività laboratoriali con i soggetti inseriti presso il Centro.

Ho chiesto ai ragazzi che hanno frequentato il corso organizzato dallo SPRAR di fotografare una passione, con degli elementi che la rappresentassero, creando una composizione che la esprimesse.

Credo che la passione sia quell’elemento che in qualche maniera non ci abbandona mai, che viaggia sempre con noi.

Questi ragazzi per arrivare in Italia hanno affrontato un “viaggio della speranza” ed hanno vissuto storie nelle quali la dignità, il corpo, la mente sono state minate. Sono storie che noi non riusciremo mai a conoscere veramente. Invece possiamo conoscere e riconoscere la passione che non li ha abbandonati, che ora si manifesta.

La passione si auto-difende, si nasconde in qualche luogo dentro di noi, si corazza con il nostro sistema organico, se vogliamo fino a farla scomparire.

Poi basta un soffio e riappare, per farci dimenticare per pochi istanti tanti momenti negativi, e ci fa sorridere.

Questo abbiamo fatto, sorridere e fare foto.

Un esercizio di stile, una serie di foto, una piccola raccolta, dei piccoli testi, dei pensieri veloci, dei fotoappunti.

Una liberazione, una leggerezza, un blocknotes.

Se un giorno, tra cento, duecento, trecento anni, qualcuno volesse sapere cosa è stata la Civiltà del carbone, chi erano i Musi neri che strisciavano nelle viscere della terra sarda, scavando, come si viveva a Carbonia, ma anche nei villaggi di Ingurtosu e Piscinas, dovrà guardare e decifrare anche queste immagini.

Ma questi lavori e questi diversi sguardi di Daniele Trucchia, Stefano Zuliani, Noris Cocci, Mirco Gelain, Alex De Maria e Giulio Bonivento, sotto la guida e l’editing severo di Giovanni Marrozzini, sono anche un viaggio di conoscenza che abbiamo fatto insieme, un corpo a corpo con i paesaggi vertiginosi della Costa verde, un on the road dentro la natura arcaica, selvaggia, di una regione dove i resti di quella Civiltà ormai lontana sono cicatrici a cielo aperto sui rilievi a picco sul mare.

Angelo Ferracuti

“Quella di Thoreau fu quindi una vera e propria prova di sopravvivenza ed insieme una testimonianza all’umanità: l’uomo riesce a vivere anche in condizioni di povertà materiale, e anzi, da queste può trarre una maggior felicità imparando ad apprezzare maggiormente le piccole cose.”

In questa recensione del libro di H.D.Thoreu, trovo la metafora di questa esperienza che ha segnato tutta l’umanità.
La mia quarantena, per fortuna, trascorsa vicino agli alberi, mi ha dato la possibilità di riflettere su come gli eventi intorno a noi, gli impegni, andassero più veloci del tempo a nostra disposizione e al di sopra delle nostre possibilità, non solo di uomini ma di “esseri” appartenenti a una magica e assai complessa equazione naturale.

Scattare con “atto percettivo” la realtà che si mostra all’istante, liberare l’istinto, l’intuito. 

Raccogliere e selezionare “frame” ricordi preziosi tra milioni di emozioni trascorse è stato un esercizio difficile e faticoso. Pochi essenziali ricordi allena cuore e mente alla scelta di momenti veramente importanti a dispetto di una futile sovrapproduzione di immagini.

Sono momenti veri non costruiti, momenti personali che ho deciso di rendere condivisibili da subito per sentirmi vivo, corpo visivo connesso ad altri verso un destino planetario comune.

2003     Studio fotografico sulla delocalizzazione del lavoro nella Repubblica Popolare Cinese e gli investimenti delle imprese italiane nei nuovi mercati produttivi asiatici.

2004     Reportage sull’India realizzato in collaborazione con l’Associazione Darma Charitable Hospital. Damiani Editore.

2005     Indagine sulla cultura nomade del Sahara con un racconto fotografico realizzato in Libia in collaborazione con l’Istituto di Cultura Italiano a Tripoli.

2005     V° biennale di fotografia marchigiana del laboratorio “Luigi Crocenzi”. Sant’Elpidio a Mare.

2007     What happened to the Male? 24° Biennale dell’umorismo nell’arte di Tolentino.

2011     51° International art exhibition G.B. Salvi, a Sassoferrato (An)

2017     Not my home, Biennale Arte, Milano. 

2022     Progetto Reverso.

2010     SineTempore. Primo premio al “Face Photo News” Festival di fotografia Contemporanea di Sassoferrato.

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